C’è un modo di parlare di sostenibilità che resta sulla carta.
E c’è un modo che resta sul territorio. Nel novembre del 2021, a Vinovo, in provincia di Torino, Farid Industrie ha contribuito – insieme al Gruppo Kirchhoff e al Comune – alla nascita di un bosco urbano accanto al Castello della Rovere. Un’area recuperata e restituita al territorio.
Un metodo che fa la differenza
Il progetto non si è limitato a piantare. Ha scelto come farlo.
Il metodo adottato – il progetto BIO-LINK – prevede un impianto a macchie fitte con essenze arboree e arbustive, aree fiorite per favorire gli insetti impollinatori e Bug Box per la nidificazione. Nessun materiale plastico: tutori, legacci e protezioni sono completamente biodegradabili.
Le stime progettuali indicano uno stock di circa 60 tonnellate di carbonio organico, equivalenti alle emissioni di 10 automobili all’anno, e una rimozione di circa 15 kg di PM10 ogni anno, dato rilevante per un territorio come la Pianura Padana.
Una comunità coinvolta
Le scuole di Vinovo hanno adottato il bosco: ogni istituto è diventato responsabile di un’area specifica. L’Eco-gang di Garino, un gruppo di ragazzi delle medie che durante il lockdown aveva cominciato a pattugliare la propria frazione per ripulirla, ha preso in carico una porzione del bosco come spazio di educazione ambientale attiva.
Quello che resta
A distanza di anni, il bosco c’è ancora. Le condizioni climatiche e la siccità hanno messo alla prova la vegetazione. Ma 1.785 piante sono ancora vive, e continuano a crescere.
È questo il significato più preciso di sostenibilità concreta: non un’azione pensata per fare effetto nel momento in cui viene annunciata, ma un impegno che si misura nel tempo. In alberi.